Archive for the ‘Cronaca’ Category

Torino: il killer dei Murazzi libero per un errore giudiziario, arrivano gli ispettori del ministero

venerdì, Aprile 5th, 2019

SARAH MARTINENGHI E OTTAVIA GIUSTETTI

Arriveranno gli ispettori del ministero per capire dove si è inceppata la macchina della giustizia impedendo che Said Mechaquat, l’assassino dei Murazzi finisse in carcere per una condanna a 18 mesi per maltrattamenti in famiglia. Il Guardasigilli vuol capire cosa è successo. Cosa non ha funzionato. Perché se la giustizia avesse fatto il suo corso – ripetono i familiari di Stefano Leo, il commesso di 34 anni ucciso con una coltellata sul lungopo Machiavelli, a Murazzi, la mattina di sabato 23 febbraio – oggi il giovane biellese sarebbe ancora vivo.

Del caso della sentenza incredibilmente mai eseguita di condanna per Said Mechaquat la Corte d’Appello parlerà nel dettaglio solo oggi. Né la procura generale né la procura ordinaria che avrebbe dovuto ricevere gli atti per disporre l’ordine di carcerazione hanno voluto commentare senza prima aver visto tutte le carte. Dal 18 aprile 2018 si sono perse le tracce della sentenza e negli uffici al settimo piano del Palazzo di giustizia nulla è mai arrivato. Eppure era irrevocabile la sentenza che il 20 giugno 2016 condannava Said Mechaquat a un anno e sei mesi di carcere per maltrattamenti aggravati, lesioni e minacce nei confronti dell’ex compagna Ambra. I

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Cnr: uso improprio dei fondi, sciopero bianco dei ricercatori

venerdì, Aprile 5th, 2019

BIANCA DE FAZIO

Protestano per tutelare la libertà della ricerca. Chiedono il ritiro di circolari “illegittime” che imbrigliano il loro lavoro e “riducono la ricerca ad un’attività impiegatizia”. Chiedono che i continui ostacoli posti al loro lavoro vengano rimossi, che vengano cancellati i legacci burocratici che minano l’impegno dei ricercatori. Chiedono che si smetta di prelevare soldi dai loro fondi di ricerca solo per coprire buchi di bilancio. I ricercatori del Cnr sono in mobilitazione.


Uno sciopero bianco è stato indetto dall’assemblea dei lavoratori di Napoli, sin da lunedì, e si è esteso ai ricercatori del Cnr di tutto il Paese. Sino ad ora oltre 900 ricercatori di tutto il Cnr e più di 250 solo in Campania (dove ce ne sono in tutto 600) hanno inviato al direttore generale del Centro nazionale ricerche, Gianbattista Brignone, una mail nella quale annunciano formalmente la loro adesione allo sciopero bianco. La crisi finanziaria che attanaglia il Cnr “comporta persino l’impossibilità di coprire le spese di mantenimento dei suoi istituti di ricerca”. “Di finanziare la ricerca neppure a parlarne, dato che sono i ricercatori stessi a procurarsi la totalità dei finanziamenti” spiega il Comitato mobilitazioni del Cnr.

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Venezia, acqua alta da record. Ben 134 cm, non succedeva dal 1936

venerdì, Aprile 5th, 2019
Acqua alta a Venezia, foto d'archivio (Ansa)
Acqua alta a Venezia, foto d’archivio (Ansa)

Venezia, 5 aprile 2019 – Come ampiamente previsto,  la pioggia di questa pazza primavera ha portato l’acqua alta a Venezia. Poco prima della mezzanotte di ieri il livello dell’acqua ha raggiunto una massima di 134 centimetri sopra il medio mare. Una misura che allaga circa il 50% del suolo di Venezia. 
L’evento è eccezionale, per aprile: nella storia si conta solo una misura superiore nel quarto mese dell’anno, 147 cm nell’aprile 1936. E nella storia di Venezia c’erano stati finora solo sette casi ad aprile di punte sopra i 110 cm.

La ‘punta’ è stata misurata verso le 23.40, poi la laguna ha cominciato a scendere, fino a far segnare ai mareografi 129 cm. 

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Un nuovo corteo pro Tav: sabato 6 aprile scende in piazza il popolo del Sì

venerdì, Aprile 5th, 2019

andrea rossi torino

Un corteo da piazza Vittorio a piazza Castello lungo via Po, aperto dalla società civile – le associazioni e i comitati nati e scaldatosi negli ultimi mesi – e dominato dal richiamo all’Europa.

Il popolo del Sì, sabato 6 aprile, per la terza volta negli ultimi cinque mesi tenta la prova della piazza. Lo fa in un momento particolare, con le elezioni alle porte e la bagarre sulla Tav da settimane finita in secondo piano, dopo il via libera ai bandi per lavori da 2,3 miliardi. Eppure il popolo del Sì vuole tenere alta l’attenzione e quindi tenta un’altra prova di forza, in un contesto più difficile rispetto alle volte precedenti.

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La manifestazione di sabato 6 segna anche tre snodi significativi. Il primo riguarda la partecipazione attiva all’organizzazione del corteo del mondo produttivo e dei sindacati. Le altre volte avevano aderito e partecipato, questa volta c’è un salto evidente. «La società civile e le imprese di ogni ordine e settore hanno deciso di mettersi in gioco, sottolinea Corrado Alberto, presidente dell’Api. La piattaforma raggruppa 43 sigle del mondo produttivo e sindacale più tre comitati civici, dalle madamin di Sì Torino va avanti a Osservatorio 21 a Si Tav-Si Lavoro dell’ex sottosegretario Mino Giachino, altra colonna dell’organizzazione.

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Roma, folla urla: niente cibo ai rom. In strada anche CasaPound

mercoledì, Aprile 3rd, 2019

di Rinaldo Frignani

Il confronto fra poliziotti e manifestanti a Torre Maura (foto Proto/Barsoum)

Il confronto fra poliziotti e manifestanti a Torre Maura

(foto Proto/Barsoum)

Le fiamme illuminano la notte di Torre Maura. Un’auto brucia tutta insieme nei pressi del centro d’accoglienza che ospita una ventina di rom. Famiglie che il quartiere non vuole. Quella vettura, parcheggiata dietro un camper, divorata dal fuoco in pochi istanti, appartiene proprio ai responsabili della cooperativa che assiste i nomadi, trasferiti nel primo pomeriggio da un’altra struttura distante solo qualche chilometro, in via Giuseppe Toraldo, a Torre Angela.

Il rogo, spento in una manciata di minuti da una squadra di pompieri che ha agito sotto la protezione della polizia per evitare qualsiasi possibile rappresaglia, è l’ultimo atto di una giornata di rabbia e tensione, con un intero quartiere sceso in strada per protestare contro l’arrivo dei rom. Una manifestazione spontanea alla quale, nel corso delle ore, si sono uniti anche esponenti di CasaPound (con una diretta video su Facebook) e Forza Nuova. Prima di loro sul posto c’erano i «rivali» delle occupazioni di edifici, qualcuno anche del sindacato Asia Usb, critici sulla gestione del trasferimento.

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Delitto Murazzi, il padre di Stefano Leo: “Ucciso per un sorriso, inaccettabile”

martedì, Aprile 2nd, 2019

Non riesce a trovare pace Maurizio Leo, padre di Stefano, il 34enne ucciso il 23 febbraio a Torino, nella zona dei Murazzi, in riva al Po, da Said Machaouat che ha poi confessato di averlo fatto perché non sopportava di vedere una perosna felice. “Il pensiero che mio figlio sia morto per uno sguardo, forse per un sorriso che aveva regalato al suo assassino, è inaccettabile”, ha detto il padre della vittima.

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Torino, busta esplosiva alla sindaca Appendino

martedì, Aprile 2nd, 2019

massimiliano peggio, andrea rossi torino

Quattordici grammi di polvere pirica. Una lampadina rotta come detonatore. Fili e una batteria. La busta esplosiva a strappo era indirizzata «all’ufficio della sindaca, piazza Palazzo di Città 1». Mittente: «la scuola Diaz». È la risposta dell’ala anarchica allo sgombero di un centro sociale dello scorso 7 febbraio, e alle tensioni successive, con cortei e proteste. Così Chiara Appendino è finita nel mirino.

Il plico, recapitato durante il Consiglio comunale, è stato messo in sicurezza, in una stanza del Comune dove non poteva provocare danni anche in caso di esplosione. Sono arrivati gli artificieri della polizia e gli investigatori della Digos.

In quel momento la sindaca era in ufficio, a pochi passi dall’aula dove l’attendevano per rispondere a due richieste di comunicazioni presentate dalle opposizioni. Molto scossa, non se l’è sentita di presentarsi in Sala Rossa. Si è affacciata invece alla conferenza dei capigruppo, dove si discuteva sul da farsi: tra chi riteneva che la seduta dovesse continuare per dare un segnale di fermezza e coesione, mostrando che Torino non cede alle intimidazioni, e chi sosteneva che fosse il caso di fermarsi. Ha prevalso la seconda tesi, il Consiglio comunale è stato rimandato. Appendino è tornata in ufficio dove ha ricevuto la visita del questore Francesco Messina. «Se qualcuno pensa di intimidirmi, si sbaglia di grosso. Avanti, più determinata di prima», ha poi scritto sui social.

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Sottratti 1,4 milioni: arrestato funzionario ministero della Salute

lunedì, Aprile 1st, 2019

Doveva istruire le pratiche per i rimborsi spese dei colleghi ed invece dirottava sui suoi conti correnti i fondi: quasi 1,4 milioni di euro negli ultimi due anni. Per questo un funzionario del ministero della Salute è stato arrestato dalla guardia di finanza, che ha anche perquisito i suoi uffici al dicastero. Le accuse sono di peculato e autoriciclaggio. E’ stato disposto il sequestro di beni mobili e immobili per circa 200mila euro.

TGCOM

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Il giorno degli anarchici, negozi chiusi, tram fermi: “Lasciate l’auto a casa”

sabato, Marzo 30th, 2019

federico genta torino

La Juventus è impegnata all’Allianz Stadium contro l’Empoli. L’area intorno al parco del Valentino ospita gli atleti del Duathlon mentre Biennale Democrazia snocciola un cartellone di trentaquattro eventi. Il tutto mentre un nutrito gruppo di anarchici annuncia una sfilata non esattamente pacifica in giro per la città, anche ma non solo a ridosso del centro. Insomma, oggi gli ingredienti per un sabato particolarmente caotico ci sono tutti. Questo non significa che Torino sarà inaccessibile, con il centro blindato per evitare incidenti – tanto che ancora un incontro tra gli esercenti, la polizia municipale e Massimo Guerrini, presidente della Circoscrizione 1, ha rasserenato gli animi – ma non mancheranno le difficoltà negli altri quartieri.

Per dire: dalle parti di corso Palermo preferisce non aprire anche il benzinaio. E ai negozianti di San Salvario è stato consigliato di chiudere: «Dicono di non poter proteggere le nostre vetrine».

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Parte da Verona l’assalto alla legge 194: “L’aborto è omicidio”

sabato, Marzo 30th, 2019

davide lessi inviato a verona

«Benvenuti eroi della famiglia», recita la scritta all’ingresso. Ma di famiglie “tradizionali”, nella prima giornata del Congresso, se ne vedono ben poche. Bambini quasi nessuno. Al palazzo della Gran Guardia, quello che si affaccia su piazza Bra e l’Arena, c’è un via vai infinito di relatori dell’Est Europa, preti ucraini ortodossi, dichiarazioni, ospiti a sorpresa. Più che la festa delle famiglie sembra una fiera, patinata. Sorrisi, strette di mano, abbracci.

È un popolo che si ritrova. E vuole far sentire la sua voce. «Sì, l’aborto è un delitto», dice Elena Pisani, 36 anni e madre di due bimbi. È arrivata con il marito da Brescia e vuole denunciare «il vento abortista» che si respira nella sua città. «Viene inculcato alle ragazzine fin da piccole: non si insegna più l’amore, ma quale pillola prendere per evitare la gravidanza». Giovanna, 48 anni, imprenditrice e madre di tre ragazzi, rilancia: «II problema della 194 è che viene applicata solo in una parte, quella legata all’aborto. E non si tutela invece la vita del concepito». Un’altra Giovanna se ne va mano per mano con Daniele: sposati da 43 anni, hanno sei figli e professano la contraccezione naturale: «L’aborto resta una scelta, ma è da evitare. Non può essere l’unica».

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