Archive for the ‘Politica’ Category

Server della gleba

martedì, Febbraio 19th, 2019

di LUCA BOTTURA

Da una talpa che vuole rimanere anonima (nome in codice D4v1d3 C45a1e9910) riceviamo il diario ufficioso del voto svoltosi ieri sulla Piattaforma Rousseau a proposito di quella roba lì che Salvini è un bravo ragazzo e nessuno lo può negar.

Ore 10 Il primo stagista si presenta in ufficio nell’orario esatto in cui il voto dovrebbe avere inizio. Non gli è suonata la sveglia: era collegata a un server della Casaleggio.
Ore 10.05 Colazione.
Ore 10.10 Lo stagista rovescia il Nescafé sul Commodore 64 destinato al disbrigo delle operazioni di voto. Il sistema collassa.
Ore 10.15 Primo tentativo di riconnessione: il modem analogico non funziona perché il numero di Italia On Line risulta inesistente.
Ore 10.30 Lo stagista riesce ad accendere il server. Purtroppo è affetto da un virus scaricato inavvertitamente dal sito DILF (democrat I’d like to f*ck) e spedisce a tutti gli iscritti pubblicità oscene: una di “Enlarge your penis” e una degli spettacoli di Beppe Grillo.

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Caso Diciotti, M5s vota no al processo contro Matteo Salvini | Il vicepremier: “Grazie per la fiducia”

martedì, Febbraio 19th, 2019

Il voto online sulla piattaforma Rousseau ha fornito il suo verdetto sul caso della nave Diciotti: il M5s dice “no” all’autorizzazione a procedere nei confronti del ministro dell’Interno Matteo Salvini. Si sono espressi in 52.417, di cui 30.948 (il 59,05%) hanno ritenuto che le decisioni del vicepremier leghista siano state prese “nell’interesse dello Stato”. Di Maio si è detto “orgoglioso” del Movimento. Salvini ha ringraziato gli iscritti “per la fiducia”.

Sul blog delle Stelle si legge che, relativamente alla risposta “No, non è avvenuto per la tutela di un interesse dello Stato, quindi deve essere approvata l’autorizzazione a procedere”, hanno votato 21.469 (40,95%). La maggioranza ha pertanto deciso che “il fatto è avvenuto per la tutela di un interesse dello Stato, quindi deve essere negata l’autorizzazione a procedere”.

Salvini: “Non stappo lo spumante” – “Ringrazio tutti, ma non è che sono qui a stappare spumante o mi sarei depresso se avessero votato al contrario. Sarei stato disponibile ad affrontare anche qualsiasi altro voto, non ho problemi. Se uno ha la coscienza a posto come ce l’ho io, non vive con l’ansia”, ha affermato Matteo Salvini.

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Diciotti, il trionfo di Matteo Salvini. Lo sa anche Luigi Di Maio: con un no al processo, rilancerà

lunedì, Febbraio 18th, 2019

Comunque andrà, per Matteo Salvini sarà un successo. Sul caso Diciotti la scommessa di Luigi Di Maio è che sulla piattaforma Rousseau votino solo quelli che non vogliono dare l’autorizzazione a procedere nei confronti del ministro dell’Interno. Perché, peraltro, i delusi non avrebbero neanche più voglia di connettersi alla piattaforma di Casaleggio, riporta il Messaggero in un retroscena.

Leggi anche: Salvini al contrattacco, Di Maio e Conte inchiodati. “Lo devono chiedere anche loro”, cambia il quadro

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Elezioni europee, sondaggi: volano i sovranisti di Salvini, niente maggioranza Ppe-Pse

lunedì, Febbraio 18th, 2019

dal nostro corrispondente ALBERTO D’ARGENIO

BRUXELLES – Lega in corsa per diventare il partito con più parlamentari a Strasburgo. Le Pen verso il soprasso ai danni di Macron. Fidesz, formazione del premier illiberale ungherese Viktor Orbàn, a un passo dal 50%. E ancora, Cinquestelle al palo, senza un gruppo europeo, con tre alleati su quattro proiettati verso la desolante quota zero eletti. A livello continentale, invece, crollano i tradizionali partiti europei, tanto che il 26 maggio, a urne chiuse, i popolari del Ppe e i Socialisti e democratici del Pse per la prima volta dal 1979, debutto dell’elezione diretta dell’Europarlamento, insieme non avranno la maggioranza per governare l’aula. Dovranno per forza allearsi con i liberali. Ma nei sondaggi volano anche i sovranisti di Matteo Salvini, che con i suoi alleati potrebbe arrivare a formare il secondo gruppo dell’Assemblea superando proprio i socialisti.

Rep

Europa senza maggioranza nello scontro con i sovranisti

dal nostro inviato ALBERTO D’ARGENIO  
È quanto emerge dal primo sondaggio pubblicato oggi dall’Europarlamento in vista del voto del 26 maggio (i dati risalgono al 6 febbraio) e anticipato da Repubblica la settimana scorsa. Un voto cruciale per il futuro dell’Unione e della democrazia liberale in Europa, tanto che diversi osservatori definiscono questa tornata europea come la più importante di sempre. A rappresentare i 435 milioni di cittadini del Vecchio Continente saranno 705 parlamentari: prima della Brexit erano 751 per quasi 500 milioni di cittadini. Lo spoglio in diversi paesi inizierà già alle 18, mentre la prima proiezione sarà pubblicata dall’Europarlamento alle 20 di domenica 26 maggio, quando in Italia le urne saranno ancora aperte (come tradizione, fino alle 23): insomma, anche in questo caso l’Unione non aspetta Roma. Segno dei tempi.

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Diciotti, Rousseau è già in tilt ​La farsa del voto dei 5 Stelle

lunedì, Febbraio 18th, 2019

Luca Romano

Le operazioni di voto sono già slittate di un’ora. Sulla piattaforma Rousseau era previsto un voto dalle 10:00 di questa mattina fino alle ore 19:00. Adesso il voto partirà alle 11:00 per terminare alle 20:00. Dietro al ritardo alcuni probabilmente alcuni problemi tecnici. Gli iscritti al Movimento oggi dovranno rispondere ad un quesito che ha già sollevato polemiche per la formulazione della frase che indurrebbe a votare “sì” in caso di “no” e viceversa. Il quesito presentato sulla piattaforma è questo: “Il ritardo dello sbarco della nave Diciotti, per redistribuire i migranti nei vari paesi europei, è avvenuto per la tutela di un interesse dello Stato?

– Sì, quindi si nega l’autorizzazione a procedere
– No, quindi si concede l’autorizzazione a procedere”.

A questa formula è stato aggiunto, in mattinata, un inciso: “…è avvenuto per la tutela di un interesse dello Stato” in caso di risposta affermativa e ”non è avvenuto per la tutela di un interesse dello Stato” in caso di risposta negativa.

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Primarie Pd, Zingaretti: “In caso di crisi, chiederò il voto anticipato”. I candidati in tv divisi su passato e alleanze

lunedì, Febbraio 18th, 2019

l conto alla rovescia è quasi finito, dopo un lunghissimo iter congressuale. A due settimane dalle primarie del 3 marzo, i candidati rimasti in corsa – Nicola Zingaretti, Maurizio Martina e Roberto Giachetti – si sfidano, ma a distanza, nello studio di “Mezz’ora in più“, rispondendo alle domande di Lucia Annunziata. Ospiti in studio, uno dopo l’altro. Nessuno affonda i colpi, qualche scintilla solo sul rapporto con Matteo Renzi, convitato di pietra, e con i possibili alleati con cui presentarsi alle urne. Lo stesso Renzi, ospite di Fazio a Che tempo che fa, nega di vole fondare un nuovo partito. Ma ammette di aver avuto la tentazione di farlo due volte: quando perse le primarie contro Bersani con il 40% dei voti e quando prese il 40% alle Europee del 2014.  Mentre esplodono le convulsioni della maggioranza. E Zingaretti dice: “Se dovessi diventare segretario, in caso di crisi di governo chiederei il voto anticipato”. 

rep

Approfondimento

Primarie Pd, ora è scontro su schede e gazebo

di GIOVANNA CASADIO


Responsabilità della sconfitta

Roberto Giachetti è il più polemico. Si lamenta per il mancato confronto diretto, dice di essere stato oscurato dai media: “Nell’ultimo mese e mezzo io sono stato cancellato da tutte le tv e le rubriche”. Sulle ragioni della sconfitta, dice che la sinistra ha sofferto di un “contesto internazionale” e che la campagna elettorale è stata fondata sulla propaganda. Ma soprattutto se la prende con le divisioni interne che hanno colpito Matteo Renzi.

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La nuova Radio Capital di Massimo Giannini si racconta: grandi firme e l’intervista a Matteo Renzi

lunedì, Febbraio 18th, 2019

Le novità del palinsesto e una borsa di studio dedicata a Antonio Megalizzi, il giovane reporter ucciso a Strasburgo da un terrorista. Giornali radio sempre più curati e un aggiornameno news ogni mezz’ora con possibilità di breaking in ogni momento, il “punto Massimo” del direttore tre volte al giorno. La nuova Radio Capital firmata da Massimo Giannini si racconta con i suoi conduttori dal Teatro Parenti di Milano in diretta.

A partire dai tre programmi di attualità: ogni giorno alle 11 da lunedì a venerdì un’ora con Concita De Gregorio e il suo Cactus; ogni sera alle 18 Lucia Annunziata ospite fissa del Tg Zero con Vittorio Zucconi e Edoardo Buffoni; una trasmissione condotta da Oliviero Toscani nel week end. In programma oggi anche un’intervista speciale di Giannini a Matteo Renzi. Ospiti della mattinata Beppe Fiorello e Luca Carboni

REPTV

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Legittima difesa, primo passo alla Camera. A marzo sarà legge

lunedì, Febbraio 18th, 2019

di LIANA MILELLA

S ulla nuova legittima difesa ormai è questione di qualche settimana. Eventuale crisi sul caso Diciotti permettendo. Salvini non ha dubbi, al punto che ieri, nel suo tour elettorale in Sardegna, assicurava che “il sacrosanto diritto di difendersi sarà realtà a marzo, non siamo lontani”. Il primo passo si consuma oggi alla Camera, dov’è prevista la discussione generale dei nuovi articoli 52 e 55 del codice penale, regole per la “difesa legittima” il 52, regole per l’eccesso colposo il 55. Un paio di avverbi ed aggettivi – la difesa è “sempre” legittima ed è consentita se la vittima si trova “in stato di grave turbamento” – dovrebbero consentire, secondo il Salvini pensiero, ad evitare indagini e processi, e garantire un passe-partout di insindacabilità per colui che, nel proprio domicilio, cerca di difendersi dalla presenza di un rapinatore, sia esso armato, o anche privo di armi.

Perché la novità è proprio questa: perde di peso l’equilibrio finora esistente tra il peso dell’offesa e quello della difesa, tutto a vantaggio della seconda. Com’era stato raggiunto nella legge del 2006, premier Berlusconi, Guardasigilli il leghista Castelli. Perché la vittima, l’inquilino che si trova a casa improvvisamente un ladro non può avere in tempo, e non è tantomeno nelle condizioni di stabilire, in pochi attimi, se si tratta di una persona armata, e quindi particolarmente pericolosa, oppure di una presenza più innocua. Suo sarà, secondo la nuova legge, “sempre” e comunque il diritto di difendersi anche a mano armata. Per via del “grave” stato di turbamento in cui si trova.

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Voto su Salvini, Travaglio “Il ministro va processato. Ecco perché serve dire No”

lunedì, Febbraio 18th, 2019

Luca Romano

Marco Travaglio guarda alla “forca” grillina preparata dai pentastellati sul sistema Rousseau che oggi deciderà le sorti del ministro Salvini per l’autorizzazione a procedere sul caso Diciotti.

Il direttore del Fatto in un lungo editoriale prende posizione in modo chiaro e fa uno spot al “no”. Il primo motivo per cui, secondo Travaglio, servirebbe mandare Salvini a processo è la “furbata” con cui lo staff 5 Stelle ha preparato il quesito: di fatto per dire “No” servirà vitare “Sì”: “L’ennesima prova dello stato confusionale dei vertici del M5S: solo un No secco potrà aiutarli a rinsavire e a ritrovare la strada maestra”.

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La moral suasion dei 5 Stelle: a rischiare è tutto il governo

lunedì, Febbraio 18th, 2019

Laura Cesaretti

«Se passasse il sì all’autorizzazione a procedere per Salvini, la crisi di governo è probabile.

Molto probabile».

Tra la Casaleggio e Palazzo Chigi (ammesso che ci sia una gran differenza) devono essere preoccupati assai, se ieri pomeriggio hanno incaricato il solito Rocco Casalino di far «trapelare» questa indiscrezione pilotata. Chiaro l’obiettivo: orientare il ridicolo sondaggione online che si svolgerà oggi sulla ambigua piattaforma Russeau, motivare gli iscritti a votare secondo le indicazioni ufficiose del partito: salvate il soldato Salvini. Ma soprattutto arginare il dissenso interno. Che potrebbe – teme Gigino Di Maio – materializzarsi stasera, nell’assemblea dei parlamentari che si terrà più o meno in concomitanza con il voto online.

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