Archive for the ‘Politica’ Category

Salvini lancia la sfida sui conti: “Basta dare il sangue allʼEuropa, manovra entro lʼestate”

domenica, Giugno 23rd, 2019

Uno “shock fiscale” per “non dare il sangue all’Europa”: il leader della Lega e vicepremier, Matteo Salvini, rilancia la sua sfida all’Ue e chiede al premier, Giuseppe Conte, e al capo politico del M5s, Luigi Di Maio, di anticipare all’estate la manovra economica. Una mossa che però, in piena trattativa sulla procedura d’infrazione, fa crescere tra i pentastellati il sospetto che il vero obiettivo sia far saltare l’esecutivo.

La linea di Bruxelles infatti lascia poco spazio ai voli pindarici: senza correzioni cospicue, questa volta la procedura scatta. E anche se Salvini sembra non curarsene, Conte è tornato da Bruxelles con un messaggio di prudenza e grande preoccupazione, definendo la situazione “molto complicata” ma dicendosi “fiducioso” in un “approccio costruttivo di tutte le parti che siedono intorno al tavolo” per “evitare una procedura d’infrazione che farebbe male all’Italia”. E il premier avverte di essere pronto a fare “qualsiasi cosa serva”, compresa la possibilità di condizionare al via libera ai conti il via libera italiano alle nomine Ue.

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Mattarella al Csm: “Caos sconcertante. Oggi si volta pagina nella vita del Consiglio”

sabato, Giugno 22nd, 2019

ROMA – “Oggi si volta pagina nella vita del Csm. La prima di un percorso di cui non ci si può nascondere difficoltà e fatica di impegno. Dimostrando la capacità di reagire con fermezza contro ogni forma di degenerazione”. L’ha detto il presidente della Repubblica Sergio Mattarella a Palazzo dei Marescialli, presiedendo la riunione straordinaria del plenum del Consiglio superiore della Magistratura. Il capo dello Stato prendendo la parola ha detto: “Il saluto e gli auguri sono accompagnati da grande preoccupazione. Quel che è emerso, da un’inchiesta in corso, ha disvelato un quadro sconcertante e inaccettabile”.


Lesa la credibilità
“Quanto avvenuto ha prodotto conseguenze gravemente negative per il prestigio e per l’autorevolezza non soltanto di questo Consiglio ma anche il prestigio e l’autorevolezza dell’intero ordine giudiziario; la cui credibilità e la cui capacità di riscuotere fiducia sono indispensabili al sistema costituzionale e alla vita della Repubblica”, ha aggiunto il presidente della Repubblica. “Il coacervo di manovre nascoste – ha spiegato il capo dello Stato – di tentativi di screditare altri magistrati, di millantata influenza, di pretesa di orientare inchieste e condizionare gli eventi, di convinzione di poter manovrare il Csm, di indebita partecipazione di esponenti di un diverso potere dello Stato, si manifesta in totale contrapposizione con i doveri basilari dell’ordine giudiziario e con quel che i cittadini si attendono dalla magistratura”.

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Conte uomo solo allo sbando, l’Ue lo isola, Salvini lo sabota

sabato, Giugno 22nd, 2019

Laura Cesaretti

Non solo Giuseppe Conte è arrivato al vertice europeo di Bruxelles disarmato e privo di quei «numeri verificati» dall’assestamento di bilancio che gli avrebbero consentito di rassicurare i partner almeno sui conti del 2019, ma che i suoi vice gli hanno negato.

Dal sito Governo.it

Ma mentre era lì, ad agitarsi nei corridoi di Justus Lipsus e a far diffondere dal suo staff foto che lo ritraevano immerso in conversari notturni con Merkel e Macron, per dare l’idea di un ruolo centrale italiano per il momento smentito dai fatti, il leghista Salvini mandava messaggi bellicosi che fanno traballare una trattativa già molto precaria: «La procedura di infrazione sarebbe un attacco politico all’Italia. Va evitata, ma non ad ogni costo».

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Sotto sorveglianza stretta: un esame ogni tre mesi

sabato, Giugno 22nd, 2019

Camilla Conti

La Commissione europea ha contestato all’Italia la violazione della regola del debito e ha concluso che l’apertura di una procedura per disavanzo eccessivo è «giustificata».

In sostanza viene richiesto al nostro Paese di «riconsiderare la sua traiettoria di bilancio» affinchè debito e deficit tornino a scendere. Tale procedura è regolata dall’articolo 126 del Trattato Ue secondo cui il disavanzo (cioè il rapporto tra le uscite di uno Stato e i suoi incassi) non deve superare il 3% del Pil e il debito non deve superare il 60% del Pil.

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Ue, fumata nera al vertice dei leader sulle nomine

venerdì, Giugno 21st, 2019

BRUXELLES – Fumata nera al vertice dei leader europei sulle nomine per i top job europei. La partita è stata rimandata ad un vertice straordinario convocato per il 30 giugno. L’annuncio arriva a tarda notte e, considerando gli incontri della giornata, sembrava scontato.

La prima mossa la fanno in mattinata i gruppi parlamentari di Socialisti e Liberali: insieme affondano la corsa di Manfred Weber, il portabandiera dei Popolari alle elezioni, l’uomo che avendo vinto le europee dovrebbe succedere a Juncker alla guida della Commissione. Ma Macron non lo vuole e salda un asse con Sanchez e Costa, al quale si aggiungono i Verdi, per frenare il Ppe della Merkel. Con i Liberali che continuano a puntare sulla danese Vestager mentre il centrosinistra non molla l’olandese Timmermans. Le voci danno una Cancelliera infuriata con Macron.

In corsa resta il francese Michel Barnier, uomo del Ppe apprezzato da tutti e gradito a Macron. Ma spunta una pista croata che potrebbe portare alla Commissione il premier Andrej Plankovic. In alternativa Kolinda Grabar, presidente già famosa per l’abbraccio a Macron sotto la pioggia di Mosca, maglia bagnata della Croazia addosso, dopo la finale mondiale persa contro la Francia. Nel pomeriggio era poi circolata l’ipotesi di  Ursula Von der Leyen, ministro della Difesa a Berlino. Abbinandola con il liberale belga Michel – amico di Macron – alla guida del Consiglio europeo e un francese (più Lagarde che Villeroy) alla Bce.

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Ue, Conte: “Appoggeremo presidente che ridiscuta le regole. Mercoledì l’assestamento di bilancio”

venerdì, Giugno 21st, 2019

MILANO – L’Italia intende appoggiare un presidente della Commissione europea che possa mettere in  discussione le regole. Si presenta così il presidente del Consiglio Giuseppe Conte arrivando al vertice del consiglio europeo a Bruxelles:  “Il nostro candidato ideale alla presidenza della Commissione Ue è quello che si predispone a cambiare le regole”, ha detto. Quanto alla possibilità che la scelta ricada su Angela Merkel, che secondo i rumour europei sarebbe in corsa anche per la guida del Consiglio europeo, Conte è rimasto cauto:  “La cancelliera Merkel ha grande esperienza politica. L’ultima volta che ne abbiamo parlato non mi è sembrata disponibile”. Quanto alla partita sui conti pubblici il presidente del consiglio ha annunciato: “Mercoledì in Cdm faremo definitivamente l’assestamento di bilancio per certificare che i conti vanno meglio del previsto”.

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Dl Sicurezza, Consulta: “I superpoteri dei prefetti violano lʼautonomia dei Comuni”

venerdì, Giugno 21st, 2019

La Corte Costituzionale, esaminando il decreto Sicurezza, ha ritenuto che sia stata violata l’autonomia costituzionalmente garantita a Comuni e Province. Pertanto, ha accolto le censure sull’articolo 28 che prevede un potere sostitutivo del prefetto nell’attività di tali enti. La Consulta ha invece giudicato inammissibili i ricorsi delle Regioni Calabria, Emilia Romagna, Marche, Toscana e Umbria, che lamentavano violazioni delle loro competenze.

In attesa del deposito della sentenza, la Consulta fa sapere che le nuove regole su permessi di soggiorno, iscrizione all’anagrafe dei richiedenti asilo e Sprar sono state adottate nell’ambito delle competenze riservate in via esclusiva allo Stato in materia di asilo, immigrazione, condizione giuridica dello straniero e anagrafi (articolo 117, secondo comma, lettere a, b, i, della Costituzione), senza che vi sia stata incidenza diretta o indiretta sulle competenze regionali. Di conseguenza, la Corte ha giudicato inammissibili i ricorsi promossi dalle Regioni. Resta impregiudicata ogni valutazione sulla legittimità costituzionale dei contenuti delle norme impugnate.

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Doppio mandato, via il tetto: cade l’ultimo tabù grillino

venerdì, Giugno 21st, 2019

Domenico Di Sanzo

Non accadeva da tempo che i due si trovassero d’accordo. È successo sull’ennesimo tabù delle origini da abbattere: il vincolo del doppio mandato.

A dirlo in chiaro è stato Alessandro Di Battista, mercoledì sera, ospite di Lilli Gruber a Otto e Mezzo su La7. Chi invece lo pensa ma non lo dice è Luigi Di Maio, capo politico in bilico, ministro «precario» e vicepremier in ombra. «Luigi rimane comunque capo politico confermato su Rousseau», dice chi gli è vicino, barricandosi dietro il responso dell’urna virtuale di Davide Casaleggio. E se accadesse quello che lo stato maggiore considera «l’irreparabile»? Ovvero un ritorno anticipato alle urne, con crisi di governo entro il 20 luglio e voto in autunno? La soluzione ci sarebbe e frulla nella testa del capo politico, con maggiore insistenza, almeno da lunedì scorso, giorno del vertice con i ministri M5s, quando il leader grillino ha paventato concretamente l’ipotesi di una campagna elettorale balneare. «Se le cose precipitassero improvvisamente, si può pensare di fare un’eccezione alla regola del doppio mandato», sospirava un deputato martedì pomeriggio, poco più di 24 ore prima dell’apertura di Dibba nel salotto della Gruber.

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L’idea di sacrificare Giorgetti per spremere l’alleato in difficoltà

venerdì, Giugno 21st, 2019

Augusto Minzolini

Ieri mattina, mentre il premier Giuseppe Conte volava alla volta di Bruxelles, su un divano di Montecitorio il viceministro all’Economia, Massimo Garavaglia, spiegava ad un parlamentare di Forza Italia perché non ci sarà una crisi di governo, tantomeno come corollario del duello con l’Unione Europea.

«Ma perché dovremmo rompere con i grillini?» ha chiesto a bruciapelo l’esponente del Carroccio al suo interlocutore per poi avventurarsi in un ragionamento di questo tenore: «Noi stiamo imponendo i temi, l’agenda. Portiamo a casa quello che possiamo e se ci sono problemi e si perde la faccia, non la perdiamo noi ma Conte e Tria: i nostri scudi. Influenziamo senza pagar dazio. Meglio di così! Fanno tanto casino sulla prossima legge di bilancio, ma i margini li troveremo. E se la superiamo potremmo davvero durare 4 anni». Magari quest’ultima previsione è esagerata, ma non meno dell’idea che il duello con la Ue a Bruxelles su una possibile procedura d’infrazione per debito nei confronti del nostro Paese, possa essere il detonatore di una crisi di governo a Roma. «Sull’Europa congettura il viceministro allo sviluppo economico, Dario Galli, altro esponente di rilievo del Carroccio i grillini erano più estremisti, erano quelli del referendum sull’euro, noi siamo sempre stati armati di un sano pragmatismo. Nella Ue bisogna aggiustare qualcosa e presto lo chiederanno anche altri Paesi, visto che il tema del debito pubblico riguarda pure la Francia e problemi con le regole europee li ha pure la Germania. I grillini dopo il 26 maggio si sono acquietati e pure su questi argomenti ci vengono dietro. E anche la flat tax, se non si sta appresso a certi Soloni della nostra economia, si può fare senza aumentare l’Iva».

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Lettera, manovretta e bisticci

giovedì, Giugno 20th, 2019

La lunghissima giornata di mercoledì, iniziata alle 8.30 del mattino a Palazzo Chigi e conclusa a tarda serata nella stessa sede, segna il primo vero passo del Governo in direzione di Bruxelles. Quella che era nata come un’accesa discussione su quale tipo di lettera mandare all’Europa, quale tipo di impegni prendere per evitare la procedura d’infrazione, termina a tarda sera con l’invio di una lettera del premier Giuseppe Conte ai 27 Paesi membri dell’Ue, al presidente della Commissione Ue Jean Claude Juncker e al presidente del Consiglio Ue Donald Tusk. E con un atto di buona volontà verso Bruxelles: se non una manovrina, si imbastisce almeno una manovretta.

Due provvedimenti pesanti, uno approvato subito dal Consiglio dei ministri, l’altro fissato per mercoledì 26, per scongiurare la stangata. Ma mentre sul primo – impegnare i 2 miliardi congelati nella scorsa legge di bilancio sulla riduzione del deficit – c’è accordo, sul secondo – dove destinare i risparmi di reddito di cittadinanza e Quota 100, quantificati in circa 3 miliardi – la discussione è apertissima. E da quest’ultimo potrebbe dipendere la sorte di tutta la trattativa, complicata dal fatto che i dati dell’economia reale non offrono appigli al Governo: il primo semestre sta terminando senza alcun segnale positivo di ripresa.

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