Archive for the ‘Politica’ Category

Se la Bestia di Morisi affonda nel mare dei like

domenica, Agosto 25th, 2019

di Aldo Grasso

In politica, vale di più l’algoritmo o il vecchio «fiuto»? La tracotanza con cui Matteo Salvini ha (per ora) disarcionato i grillini dal governo è in buona parte ascrivibile al lavorio sui social di Luca Morisi, l’ideatore della «Bestia», lo strumento in grado di analizzare l’orientamento della «pancia» del web e monitorare/indirizzare il «sentiment» degli utenti. L’immagine del Capitano che il social guru ha creato in rete è così insolente che Salvini ha finito per crederci.

La Bestia, indicato anche col numero 666, è un simbolo che nel cristianesimo indica un personaggio satanico. Appare in un passo dell’Apocalisse di Giovanni. Di qui deriverebbe la rabbiosa narrazione salviniana, fatta di slogan demagogici, di accuse, di risentimenti, di arroganza (anche se a volte assomigliava a Massimo Boldi di «Mia moglie è una bestia»).

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Che cosa vuole davvero Di Maio? Le strategie sulla premiership

domenica, Agosto 25th, 2019

di Alessandro Trocino

Che cosa vuole davvero Di Maio? Le strategie sulla premiership

Le sirene della Lega si affievoliscono, quelle del voto si fanno sentire ancora forte, mentre il dialogo con il Partito democratico continua a sembrare l’unica via di uscita per uscire dalla crisi. Il Movimento 5 Stelle tiene le caete coperte, giocando fino all’ultimo con un tatticismo esasperato. E riservandosi una carta finale, che può risultare vincente o ribaltare il tavolo: mettere al voto su Rousseau l’intero pacchetto governativo, nome del premier compreso.

Temi e poltrone
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No a Di Maio premier, il Pd apre a Fico

domenica, Agosto 25th, 2019

ROMA. «Se non ci date un premier terzo, scelto insieme a un tavolo, allora noi alle consultazioni da Mattarella faremo il nome di Fico, vogliamo vedere come fate a dire di no». Questa la minaccia che il Pd butta nel campo minato dei Cinque stelle: dove solo a sentir nominare il proprio rivale interno, Luigi Di Maio potrebbe avere uno sbocco di bile. Ma magari sarebbe costretto a capitolare.

Non è dato sapere se nei ripetuti contatti telefonici che hanno avuto anche ieri Zingaretti e il suo omologo grillino, il nodo sia stato affrontato: tenere coperte le carte è un imperativo in queste fasi, ma il rilancio è arrivato lo stesso alle orecchie pentastellate. Nei colloqui tra generali dei due schieramenti, continua infatti ad andare in scena un ping pong: «Conte o Di Maio», dicono i grillini; «sapete che non si può fare», replicano i Dem. L’argomento dei 5 stelle a favore del premier uscente (ormai icona del Movimento) e di Di Maio premier (come unica alternativa), è che andrà messo sulla piattaforma Rousseau un nome che non possa essere bocciato. E a quel punto, «come farebbero a dire di no a Fico?», chiede un renziano doc. «È anche presidente della Camera e ha sulla carta lo standing istituzionale…». Ecco, l’altra notizia è che in questa fase tattica sia Zingaretti che Renzi sono d’accordo: lo schema principale è dire ai grillini «troviamo un’intesa su un nome terzo».

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Conte chiude ogni spiraglio: “Chiusa stagione con la Lega”

sabato, Agosto 24th, 2019

Nico Di Giuseppe

Giuseppe Conte chiude ogni spiraglio. “La stagione politica con la Lega è chiusa”.

Il premier dimissionario lo dice dal G7 di Biarritz. In merito all’ipotesi di un Conte bis poi spiega: “Io non credo che sia una questione di persone. È una questione di programmi”.

E ancora: “Serve un grande progetto riformatore. Le persone sono secondarie”. E sul governo appena concluso precisa: “Quella del governo giallo-verde è una stagione per me chiusa, per quanto mi riguarda. Quello che posso augurarmi è che i leader che stanno lavorando per dare un governo al Paese lavorino intensamente, lavorino bene.

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Adesso l’Europa preme sull’Italia

sabato, Agosto 24th, 2019

Lorenzo Vita

La crisi di governo in Italia non può non interessare l’Europa. Che infatti adesso ha deciso di schierare tutte le sue forze per fare in modo che a Palazzo Chigi vi sia un governo il più possibile amico di Bruxelles, con un “assedio” politico e mediatico che va dal Parlamento europeo alla Commissione, passando per i singoli leader delle potenze dell’Unione. Tutti con un obiettivo finale simile: fare in modo che all’interno del prossimo esecutivo, forse ancora giallo-verde, forse rosso-giallo, forse di scopo, non vi siano forze in grado di assestare un colpo all’establishment dell’Unione. In pratica: nessuno della Lega e soprattutto con un Movimento 5 Stelle che sia il più possibile “sedato” grazie all’alleanza con il Partito democratico. È il Pd a rappresentare in questo momento la forza più europeista che può entrare a far parte del governo post-crisi. Ed è proprio per questo motivo che adesso i leader europei fanno quadrato.

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Crisi di governo, per Matteo Salvini si mette male: non sa più cosa fare. L’unica soluzione possibile

sabato, Agosto 24th, 2019

di Alessandro Giuli

Matteo Salvini sacrifica la Lega di governo e la sua poltrona da ministro per una scommessa identitaria che non potrà controllare: tutto è nelle mani di Nicola Zingaretti e della banda Grillo-Casaleggio, ai quali il presidente Sergio Mattarella ha concesso cinque giorni per convolare a nozze o precipitare verso un voto anticipato ormai abbastanza improbabile. Fino all’ultimo secondo utile, il titolare del Viminale ha cercato di giocare sul filo ambiguo di un doppio registro: le elezioni anticipate invocate come via maestra per uscire da una crisi annunciata da mesi, detonata all’improvviso ma subito avviticchiatasi sull’albero della sopravvivenza dei peones e dei maggiorenti grillini; oppure un nuovo tentativo gialloverde all’insegna del «tutto è perdonato o quasi», purché si passi dalla palude dei No pentastellati al mare aperto del Sì al ruolino di marcia riformatore del Carroccio.

Eppure Salvini è entrato e uscito dalle porte girevoli del Quirinale con in mano una tripla da totocalcio che contemplava anche la sconfitta in casa, ovvero quello che lui ha definito il «patto delle poltrone» tra il Partito democratico e il MoVimento Cinque stelle. Ed è appunto questa la soluzione più verosimile, per quanto incongrua e gravida d’ incognite possa apparire, con la quale il leader leghista dovrà misurarsi d’ ora in avanti. Un po’ come una squadra di calcio la cui qualificazione in Champions League – secondo alcuni si tratta invece di play off per non retrocedere in una serie cadetta – dipenda dall’ esito di una partita giocata da altre due squadre: tutto periclita e poco o nulla resta nelle disponibilità del Capitano.

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Luigi Di Maio, retroscena sulla cena con Zingaretti: “Ha fatto il nome di Conte per bruciarlo”

sabato, Agosto 24th, 2019

La cena a casa del grillino Vincenzo Spadafora, tra minacce e bluff. Luigi Di Maio e Nicola Zingaretti si vedono in casa M5s ed è il leader pentastellato a porre la prima condizione inderogabile al segretario del Pd per formare il governo giallorosso: “Giuseppe Conte ancora premier”. Basterebbe questo per rovesciare il tavolo, visto che fino a poche ore prima Zingaretti aveva chiesto “discontinuità” anche sui nomi dei protagonisti. E infatti il segretario ribadisce il suo no, ma la trattativa non si chiude.

Leggi anche: Cena Di Maio-Zingaretti, per Mentana è “un macigno sulla trattativa”

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Mattarella non si fida ancora “La situazione resta incerta”

sabato, Agosto 24th, 2019

Massimiliano Scafi

Inadeguati, incapaci. Dilettanti allo sbaraglio. La faccia perplessa e anche un po’ schifata di Sergio Mattarella, l’altra sera in diretta tv, non aveva bisogno di un esperto di fisiognomica per essere interpretata.

Pd, Cinque stelle, Lega, tutti o quasi insufficienti, inconcludenti e inconsapevoli della gravità del momento. Però siccome è questo che passa il convento, il capo dello Stato ora deve sperare che il suo ultimatum abbia effetto e che i partiti tornino sul Colle con qualcosa di più di generiche intenzioni. C’è tempo fino a mercoledì sera. I primi segnali sembrerebbero buoni, dem e grillini si sono visti, ma «la situazione è incerta» e il presidente non si fida. Del resto, come potrebbe?

A Montecitorio il barometro della crisi è tornato a segnare bel tempo. Per i plenipotenziari Pd Andrea Marcucci e Graziano Delrio «la riunione si è svolta in un clima positivo» e «non ci sono ostacoli insormontabili». Secondo il folto gruppo di negoziatori pentastellati, Patuanelli, D’Uva, Silvestri e Perilli, «l’aria è costruttiva». Di più: «Noi non abbiamo altri tavoli di trattativa aperti», giurano i grillini. Sarà vero?

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Conte indigesto alla cena fra Di Maio e Zingaretti

sabato, Agosto 24th, 2019

Si arriva subito al dunque, dopo il primo sorso dell’aperitivo. In clima schietto, ma cordiale. Ecco Luigi Di Maio, polo Lacoste, che illustra la sua posizione a Zingaretti: “Nicola, sai quale è il nostro apprezzamento e la nostra stima per Conte. Per me è lui il perno attorno a cui costruire un Governo con voi”. Ecco Zingaretti, camicia bianca botton down, giacca blu dell’abito lasciata in macchina: “Guarda, nessun problema personale con Conte. Però il punto è politico”. Ed è sul punto politico che si inceppa la trattativa: “Per me, per il Partito democratico, occorre un Governo di svolta rispetto a questi quattordici mesi. Sono disponibile al confronto, l’ho detto pubblicamente, ma sulla base di una discontinuità. Di agenda e del nome per palazzo Chigi”.

Casa di Vincenzo Spadafora, Castel Sant’Angelo. Il padrone di casa se ne va, dopo i convenevoli, per favorire il faccia a faccia. Alla fine, il primo incontro tra i due leader rivela quale sia il problema. Prima ancora del taglio dei parlamentari, su cui alla fine un arzigogolo si trova. Perché, a quattr’occhi, Di Maio usa toni assai meno ultimativi rispetto agli spin di giornata, affidati alle agenzie: o così, o salta tutto. Alla fine, nel ragionamento a due, si conviene che è possibile giocare con il calendario, intavolando una discussione sui regolamenti parlamentari e sulla legge elettorale in modo da rendere potabile per il Pd la riforma su cui ha già votato contro. Parliamoci chiaro, questa roba è il grimaldello per giustificare – dal punto di vista dei Cinque stelle – l’alleanza col Pd (facendola digerire al popolo pentastellato) o per giustificare la rottura e cambiare schema (per la serie: non l’hanno voluta votare così, ma ci hanno messo tutta una serie di paletti).

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Crisi governo: terminato primo incontro Pd-M5S. I dem: «Bene, oltre aspettative»

venerdì, Agosto 23rd, 2019

di Francesco Tortora

Crisi governo: terminato primo incontro Pd-M5S. I dem: «Bene oltre aspettative»

È durato circa due ore ed è terminato poco prima delle 16 il tavolo di confronto sul governo tra le delegazioni Pd e M5s a Montecitorio per verificare la possibilità di formare un nuovo governo. I primi segnali sono positivi da entrambe le parti:«Non ci sono problemi insormontabili» è l’sms inviato da uno dei membri della delegazione Pd dopo la riunione. Fonti del M5s confermano il clima costruttivo e spiegano che è stato posto sul tavolo il tema del taglio dei 345 parlamentari: «Per noi è un punto fondamentale e propedeutico. Servono garanzie su questo aspetto».

L’ottimismo del Pd: «Convergenza su temi ambientali e sociali»

Dello stesso avviso il capogruppo al Senato Andrea Marcucci che conferma l’ottimismo: «La riunione si è svolta in un clima positivo e costruttivo, che ci fa ben sperare sulle prospettive». La delegazione del Pd, formata da i capogruppo Andrea Marcucci, Graziano Delrio e il vicesegretario Andrea Orlando, è rientrata al Nazareno dove è presente il segretario Nicola Zingaretti. I dem hanno esposto ai 5 stelle la necessità di sciogliere ogni forma di ambiguità: «Abbiamo chiesto chiarezza come condizione sul fatto che questa interlocuzione sia l’unica – ha detto Andrea Orlando, dopo l’incontro. -Sin dalle prossime ore predisporremo i dossier necessari su tutti i temi dell’agenda politico-programmatica, attendiamo un passaggio tra i vertici delle due forze politiche per affrontare i nodi ancora non sciolti definitivamente anche se ora c’è un lavoro su cui partire e vogliamo essere operativi già nelle prossime ore». Il Capogruppo alla Camera Graziano Delrio ha dichiarato: «C’è stata un’ampia convergenza sui punti dell’agenda ambientale e sociale. C’è un lavoro molto serio da fare sulla legge di bilancio, sulle priorità».

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